“Altrimenti una impresa del settore su cinque a rischio fallimento”
Il tavolo di lavoro organizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze riguardo al tema del payback per i dispositivi medici è positivo, ma è fondamentale “intervenire immediatamente” per evitare danni gravi alle imprese del settore.
Questa è l’opinione espressa da Aforp, Confapi salute università ricerca, Confimi Industria Sanità, Confindustria dispositivi medici, Conflavoro PMI Sanità, Coordinamento filiera, e Fifo Confcommercio, che sono stati convocati dal Mef per la prima riunione dedicata al payback.
“La creazione di questo tavolo tecnico presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per discutere la problematica del payback è un passo significativo da parte del Governo” affermano in un comunicato le imprese del settore, evidenziando la volontà politica di affrontare una lacuna normativa che potrebbe causare danni irreparabili a imprese, Servizio sanitario nazionale e cittadini.
Le imprese ritengono l’incontro “estremamente costruttivo” e apprezzano “l’apertura del Governo a trovare una soluzione a questa problematica, speriamo che arrivi presto e avvii una nuova fase della strategia nazionale sui dispositivi medici”.
“Un intervento tardivo – affermano le sette associazioni di rappresentanza – implica che una impresa su cinque potrebbe affrontare un fallimento imminente. Non agire prontamente significa rifiutare un’industria capace di creare un mercato composto da tecnologie all’avanguardia di piccole, medie e grandi imprese, tutte bloccate da un sistema fiscale che toglie risorse a investimenti, sviluppo e produttività nel nostro Paese”.
“Siamo convinti che il Governo e le Regioni – concludono – siano pienamente consapevoli di queste conseguenze disastrose e speriamo che comprendano l’urgenza di stabilire una governance per il settore che vada oltre il payback e stabilisca limiti di spesa appropriati”.
Ciro Di Pietro
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