Gerbi: sfida è quella di educare i consumatori a fare scelte informate
Milano, 13 gen. (askanews) – “In un contesto in cui il dibattito sul consumo di alcol è più acceso che mai, la scelta di bere vino deve essere accompagnata da una consapevolezza critica. Se il vino viene consumato con moderazione e apprezzato per le sue qualità intrinseche, può rimanere una parte significativa della cultura gastronomica. La sfida per il futuro sarà quella di educare i consumatori a fare scelte informate, garantendo al contempo la sostenibilità dell’industria vitivinicola”. E’ quanto sostiene il vicepresidente dell’Accademia italiana della vite e del vino (Aivv), Vincenzo Gerbi, in una relazione dal titolo “Alcol e vino” che parte dalla recente allerta dell’Oms che ha messo in guardia contro il consumo di alcol, sostenendo che “non c’è un consumo moderato e nessuna quantità è sicura per la salute”.
“Questa posizione è stata sostenuta dal capo operativo della Sanità statunitense, Vivek Murthy, che ha evidenziato una correlazione diretta tra l’alcol e almeno sette tipi di cancro, tra cui quelli al seno e al colon” ha ricordato Gerbi, precisando che “Murthy ha chiesto l’introduzione di etichette sanitarie sulle bottiglie di alcolici, un passo che potrebbe segnare un cambiamento significativo nella consapevolezza pubblica riguardo ai rischi associati al consumo di alcol”.
“Professionisti e appassionati di vino si trovano ora a dover riflettere sulle implicazioni etiche e sociali del loro operato: è evidente che, mentre ci sono persone che godono di una vita sana consumando vino con moderazione, ci sono anche casi di abuso che portano a gravi danni alla salute” ha proseguito il vicepresidente dell’Aivv, evidenziando che “l’alcol rappresenta solo una frazione del totale del vino: con l’83-84% di acqua e circa il 13-14% di alcol, il restante 3% è composto da componenti come polifenoli e aromi, che conferiscono al vino le sue caratteristiche uniche. Gli intenditori non si concentrano sul grado alcolico ma piuttosto sulla complessità dei sapori e degli aromi che ogni varietà e ogni territorio conferisco al vino – ha aggiunto – e quindi l’educazione alimentare risulta cruciale per promuovere una maggiore consapevolezza tra i giovani e i loro genitori. È fondamentale che i messaggi sui rischi legati all’alcol siano chiari e completi, evitando semplificazioni eccessive”.
“A partire dalla vendemmia 2024, sarà obbligatorio indicare in etichetta le informazioni nutrizionali e gli ingredienti utilizzati nella vinificazione. Questo rappresenta un passo importante verso la trasparenza ma è essenziale che i consumatori siano in grado di interpretare correttamente queste informazioni” ha rammentato Gerbi, sottolineando che “se l’alcol è un pericoloso cancerogeno, qualunque sia la bevanda che lo contiene e indipendentemente dalla dose assunta, allora il bevitore di vino, saggio e moderato, dovrà considerare l’alcol del vino come un possibile danno collaterale, un pericolo da tenere presente, senza però indurlo a rinunciare al piacere sensoriale di questa fantastica e millenaria bevanda”.
Infine, in merito alla questione dei vini dealcolati, ha affermato che “questa pratica solleva interrogativi sulla qualità e sul profilo gustativo dei vini, specialmente per quanto riguarda l’equilibrio tra dolcezza, tannicità e acidità”.